intervista a: Simone Salvatore

by: migi

Simone Salvatore è un giovane talento della chitarra jazz del Bel Paese. con basi di pianoforte inizia a diciassette anni a suonare la chitarra, prima da autodidatta, poi iscrivendosi al Conservatorio. studi di chitarra jazz, sessions e concerti a non finire con alcuni tra i più importanti nomi del settore forgiano il suo raro talento e lo fanno diventare uno dei chitarristi più dotati e interessanti del panorama non solo italiano. armato della sua amata AG 75, negli ultimi anni gira il Paese con l'Ida Landsberg Trio e per clinics e demo Ibanez, deliziando le orecchie e lo spirito dei fortunati presenti. altre sue grandi doti sono la disarmante umiltà e il sorriso sempre sulle labbra. non è mica da tutti :)

Simone Salvatore usa ed endorsa chitarre Ibanez

visita il sito di Simone Salvatore:
simonesalvatore.net

ciao Simone, dopo tanti rockettari funambolici finalmente anche tu nel roster degli endorsers di Ibanez87.it, è un piacere averti qui!

ciao migi! è un onore essere ospitato su Ibanez87.it!

allora, come ormai saprai, qui si parte subito con gli argomenti "morbosi" per noi aficionados della Ibanez: quando hai conosciuto questo marchio, cioè quand'è stata la prima volta che ti sei ritrovato a suonare una Ibanez invece dei soliti chitarroni snob e ultra-costosi che pervadono l'ambiente jazz? e cosa ti ha colpito in particolare?

ho iniziato a suonare grazie a mio padre, che aveva una vecchia chitarra classica. un giorno tornò a casa con un'Ibanez Lonestar acustica nuova fiammante e... mi piacque subito, era molto più facile da suonare! anni dopo, verso la fine del 2002, entrai in un negozio e il proprietario, un carissimo amico, mi fece provare una chitarra appena arrivata, la Artcore AG75. dopo poche note non riuscivo più a staccarmela di dosso: non sapevo quanto costasse, ma ero sicuro di aver trovato la MIA chitarra e di volerla a ogni costo! aveva tutte le caratteristiche che sognavo in una jazzbox: prima di tutto l'humbucker attaccato alla tastiera, i 22 tasti e il corpo abbastanza piccolo, poi il manico, così giusto... mi sembrava di non aver suonato altro in vita mia! quando seppi il prezzo pensai a uno scherzo: possibile che un gioiello del genere costasse così poco?

quali altre Ibanez hai avuto occasione di provare? qualche Signature?

ne ho provate tantissime: molti dei miei allievi sono rockettari e mi sono capitate tra le mani tante RG, una "Reb Beach", moltissime "Steve Vai", "Satriani", alcune "S", qualche "Paul Gilbert"... per non parlare dei tanti amici che mi hanno fatto provare le loro semiacustiche firmate "Pat Metheny", "George Benson", "John Scofield" e... Artcore perchè, a dispetto del prezzo, chi giudica con le orecchie e con le mani, apprezza tantissimo questa serie!

come sei entrato a far parte del roster degli artisti Ibanez?

ho cominciato nel 2005 con una demo per Mogar Music (il distributore Ibanez in Italia) in occasione del Disma Music Show e da lì il rapporto è continuato nel tempo: vorrei ringraziare di cuore Giorgio Paganini, responsabile Ibanez in Italia, e tutto lo staff Mogar per avermi dato la possibilità di esprimermi liberamente con la mia band e realizzare un sogno che avevo fin da quando ho cominciato a suonare!

al Disma 2005 con l'Ida Landsberg Trio

quali altri modelli Ibanez possiedi, o hai posseduto?

la mia prima Ibanez è stata una bella acustica elettrificata "wine red" a cassa bassa: aveva la buca ovale, non ricordo esattamente che modello fosse,
ma era veramente comoda: l'ho rivenduta stupidamente tanti anni fa! per un periodo ho avuto una AS120, una AF75 e una SZ520. adesso mi sono finalmente calmato e ho smesso di cambiare strumenti in continuazione: oltre alla fedelissima AG75, ho una AGS 83 ("corsaiola" e versatilissima, modificata con pickup DiMarzio PAF Pro e capotasto in osso), una AFS75TD color "cartazzucchero anni '50", una SA260 (con capotasto in osso e DiMarzio Evolution, Area '58 e Area '61), una AEG10NE con corde in nylon, un'acustica AW15 ECE, un basso SR900 e una lussuosissima Artcore Custom AF125, ricevuta dalla Mogar: non se ne vedono molte in giro ed è talmente bella e elegante che quando la imbraccio mi viene da darle del "Lei"! :-) tutte le mie chitarre godono dell'assistenza di Antonio Gargiulo, il Liutaio n°1 in circolazione, oltre che amico fraterno: chi non lo conoscesse può farsi un giro su www.gargiuloguitars.it.

con la AF125

provocazione: non sarai per caso uno di quelli che "qualsiasi marca basta che non le pago", eh? :)

decidi tu: ho comprato tre delle cinque Ibanez che ho! suono le Artcore perchè sono le chitarre giuste per me, non potrei suonare le stesse cose su una Gibson 175: è un bello strumento, ma non è adatto al mio modo di suonare, l'ho avuta e non ne ero soddisfatto; per i miei gusti ha la cassa troppo alta, l’humbucker al manico è spostato troppo indietro... magari sarà il massimo per altri musicisti, ma non per me!

molto bene! e immagino ti sarà capitato di parlare coi colleghi riguardo le Ibanez semiacustiche paragonate ad altri marchi storici: senza fare nomi, hai mai trovato qualche testa "dura" secondo la quale le Ibanez sono fatte solo per il metal?

devo dire che un atteggiamento del genere è equamente diffuso tra rockettari e jazzisti di estrazione "vintage": per i primi si può discutere di due marche, per i secondi... di una sola! scherzi a parte, tolti i casi patologici, la maggior parte dei professionisti si affida all'udito e devo dire che sono molti i musicisti che apprezzano le Ibanez per suono, maneggevolezza, look e affidabilità.

hai già provato le nuove Artcore Custom tutte in acero? come le trovi?

molto belle! le avevo viste alla Frankfurt MusikMesse lo scorso anno e mi avevano letteralmente affascinato: inutile dirti che quando ho ricevuto la AF125 sono rimasto senza parole dalla felicità, come un ragazzino.

e sul versante solid-body? a parte la tua SA260, c'è qualcosa che ti attrae, nonostante le tue radici prettamente semiacustiche?

mi piacciono tantissimo le SA2120 e 2160 Prestige, la SZ320 bianca e la Satriani.

quale modello semiacustico consiglieresti a chi proviene dal rock e dalle solid-body?

sicuramente la serie AWD per il look aggressivo e la cassa bassa, ma anche la AGS83 che, grazie al blocco centrale e allo spessore della cassa ridotto, non teme volumi alti e distorsioni esasperate.

ti piacerebbe avere un modello costruito apposta per te, oppure la tua amata AG75 già ti soddisfa appieno? e se sì, ce lo descriveresti nel dettaglio?

chi non vorrebbe essere così bravo da meritarsene una? dovendo sognare... sogno in grande: per differenziarla dalle chitarre che già ho sceglierei una profondità diversa per la cassa; la AG75 e la AF125 sono profonde 70mm., la AGS83 è 43mm.: per il mio modello userei la forma della AG75 ribassata però a 55mm. lascerei la stessa bella paletta che contraddistingue la serie e sulla tastiera non metterei nessun intarsio, ma solo i segnaposizione sul binding. una bella finitura brown sunburst, binding bianco invecchiato e il gioco è fatto. la chiamerei... AG '76, che figata una jazzbox con il mio anno di nascita :-)

tra tutti gli endorsers Ibanez, ce n'è qualcuno che ti piace particolarmente?

inutile citarti George Benson, Pat Metheny e John Scofield... sono come la mamma!
per rimanere in Italia, senza dubbio Sebo e Cesareo, musicisti fantastici e persone speciali: ogni complimento sul loro conto è sempre troppo modesto!

con Cesareo!

perchè un musicista dovrebbe comprare uno strumento Ibanez?

perchè suonano bene e sono strumenti molto affidabili a prescindere dalla fascia di prezzo: questo è possibile perchè c'è un gran controllo sulla qualità, sia sullo strumento da 250 euro che su quello da 2500. Inoltre reggono gli anni in maniera pazzesca: ho preso la AG75 alla fine del 2002 e l'ho suonata ogni giorno senza tante precauzioni, al massimo una spolverata ogni tanto ed eccola lì: con più di 200 concerti sulle spalle è sempre intonata, precisa, il manico non fa una grinza neanche ai cambi di stagione!

parlando invece di te in particolare, cosa ti ha fatto avvicinare al jazz, vista la tua età? generalmente si parte dal rock, dal metal, soprattutto noi chitarristi...

ho iniziato a suonare la chitarra a 17 anni e non sapevo cosa fosse il jazz. ascoltavo i Doors, la PFM, Santana, i Dire Straits... insomma la musica che girava in casa dei miei. a 20 anni iniziai a suonare in una band funky e il pianista, che suonava anche jazz, mi fece ascoltare qualche disco. nello stesso periodo a Orbetello c'erano tanti concerti jazz con nomi incredibili tipo Billy Cobham, Dee Dee Bridgewater, Roberto Gatto ecc... che andavo religiosamente a sentire! dopo un periodo da autodidatta mi sono iscritto al Siena Jazz e lì ho studiato seriamente con diversi musicisti, non solo chitarristi.
voglio aggiungere che mi piace ascoltare tanta musica anche molto diversa da quella che suono: il buon rock, il metal, la fusion, l'R&B, la musica elettronica, il funk ecc...

cosa ti ha fatto scattare la molla e decidere di intraprendere il discorso musicale con serietà?

mi piace la musica e tutto quello che ci gira intorno, non ne potrei fare a meno: diciamo che il primo "incentivo" l'ho avuto nel 1999, quando Giulio Stracciati, che era il mio insegnante al Siena Jazz, mi propose di prendere il suo posto in un'altra scuola. devo a lui il mio inizio "serio".
nel 2000 al Siena Jazz ho conosciuto Ida Landsberg: abbiamo suonato in quintetto per tanto tempo, finchè un giorno non è capitata una serata in duo. da lì mi si è aperto un mondo e ho iniziato a interessarmi sempre di più a come poter suonare linee walkin’ bass, chord melody ecc… suono anche con molti altri musicisti, ma quello con Ida e Marco (Guidolotti, al sax) è il progetto al quale tengo di più al mondo!

l'Ida Landsberg Trio: Marco, Ida e Simone.

qualche aneddoto divertente successo durante qualche tuo live con Ida o clinics o sessions con personaggi famosi?

una volta un’agenzia ci aveva mandato a suonare per l’inaugurazione di una villa: serata pagata benissimo nella campagna toscana. dopo essere entrati in diverse ville sbagliate becchiamo quella giusta, bussiamo e ci apre una tizia praticamente nuda, in perizoma, reggiseno e occhiali ricoperti di strass! «Entrate, entrate!». Marco inizia a guardarmi di sottecchi con gli occhi che gli ridono, Ida fa finta di prendere qualcosa in macchina, io cerco di buttarla sulle presentazioni di rito…
ci accompagna in giardino: il palco è accanto alla piscina. montiamo tutto, facciamo il soundcheck e iniziamo a sentire puzza di bruciato. arriva la tizia infuriata e ci avverte che il pesce è carbonizzato. «Vabbè, - si consola - mangeranno il maialino!». ci andiamo a cambiare, scendiamo in piscina e si iniziano a senire urla disumane provenire da dentro: «M’hanno abbrusciato il maialino! Il mi’ povero maialiano!» e giù un’antologia di bestemmie da record verso i cuochi!
la tizia arriva in giardino (sempre sempre in perizoma) e inizia a urlare qualcosa ai camerieri che stavano finendo di sistemare i tavoli, poi sparisce per un po’ e iniziano a arrivare gli invitati: iniziamo a suonare con il cocktail e proseguiamo durante la cena. piano piano si fa buio: qualcuno chiede che siano accese le luci, prima timidamente, poi con maggiore insistenza: la padrona di casa, finalmente in abito da sera, chiede il microfono a Ida: «Un attimo di attenzione amici! a me piace l’atmosfera ”soff”, dunque è inutile che chiedete, perché le luci in giardino non le ho messe! tanto dovete mangiare e la bocca ve la trovate!».
i camerieri continuano a servire inciampando qua e là, qualche ospite cade e iniziano cori e lamentele verso la padrona: «mancano i piatti puliti! manca il vino!»… i 150 invitati iniziano a alzarsi per cercare di arraffare i piatti puliti e qualcosa da mangiare: il nostro tavolo viene subito saccheggiato e, finito un assolo, Marco sparisce nella mischia: poco dopo torna con in mano un coscio di pollo e dei pezzi di maiale: «Guardate un po’ che ho trovato! venite, che questi finiscono tutto!». non ti puoi immaginare che risate! alla fine della serata la padrona ci saluta calorosamente: «Grazie per i vostri ”gezzi”, raffinatissimi! È stato proprio un gran successo! Del resto con una festa così bella chi poteva rimanere deluso?« ”. contenta lei… ;-D

quali ascolti consigli a chi volesse avvicinarsi al jazz?

ai chitarristi sicuramente Wes Montgomery, Joe Pass, George Benson, Pat Metheny, Jim Hall, Pat Martino; altrimenti, allargando il discorso, Charlie Parker, Bill Evans, Miles Davis, Ella Fitzgerald, Dianne Reeves, John Coltrane, Michael Brecker, Weather Report e il mio idolo, Chet Baker. questo per restare a un genere tutto sommato "classico" con cui iniziare a farsi un'idea: arrivando ai giorni nostri poi c'è tutto un mondo da scoprire, esattamente come nel rock!

cosa pensi della situazione musicale italiana e internazionale attualmente?

per conto mio c'è tanta buona musica in giro e altrettanti grandi talenti, basta saper cercare e non fermarsi alle apparenze: anche sulla tanto vituperata MTV capita spesso di ascoltare cose belle. il problema è che l'industria discografica tende a omologare un po' tutto ciò che esce sul mercato mentre, grazie a una tecnologia sempre più amichevole, su internet ci sono talmente tanti musicisti fantastici da ascoltare che... c'è da perdersi! ti faccio due nomi: Jake Shimabukuro e Culture Killer.

domanda di rito: se avessi la possibilità di organizzare un tuo G3, chi sarebbero i tuoi due ospiti?

George Benson e Larry Carlton! o a scelta Robben Ford al posto di Carlton!

Disma 2006 (da sx): Marco, Sebo, Ida, Simone e Matt Smith.

ci vuoi parlare della tua esperienza come "articolista" per la rivista Axe? come è iniziato tutto?

leggo Axe dal primo numero: lo sbirciavo sotto il banco, durante l'ultimo anno del liceo! è una compagnia costante di tutto il mio percorso musicale: leggendola sono venuto a conoscenza di musicisti, strumenti, nozioni e curiosità che altrimenti non avrei scoperto. sulle riviste c'è un approfondimento diverso da quello che puoi trovare su internet, mi piace conservarle e poterle consultare anni dopo, insomma, credo che sia un media insostituibile.
nel 2003 mi sono deciso e ho mandato un articolo alla redazione per farmi conoscere: è andata bene e da lì ho iniziato a collaborare con prove, recensioni, report, interviste, articoli didattici... mi piace tantissimo scrivere di chitarra e grazie alla rivista ho potuto conoscere di persona musicisti fantastici come Tuck Andress, Dominic Miller, Frank Gambale, Nuno Bettencourt, Mathias "IA" Eklundh, Luca Colombo, Chicco Gussoni, Drigo e Cesare dei Negrita… per non parlare del Direttore, Fabrizio Dadò, che dice di essere un hobbista ma ha una "pacca" da vero rocker!

al di fuori della musica nutri qualche interesse?

mi piace molto leggere, soprattutto letteratura americana contemporanea; adoro il cinema, in special modo Quentin Tarantino, Robert Rodriguez, Martin Scorsese, Takeshi Kitano, Park Chan-Wook, i Fratelli Coen, Guy Ritchie, Emir Kusturica, Woody Allen ecc… mi interesso di fotografia e, se potessi, viaggerei sempre, non c'è cosa più bella che conoscere posti nuovi!

qualche progetto futuro per l'Ida Landsberg Trio, intendo in studio? quando ci delizierete con un vostro album?

stiamo iniziando a registrare in questi giorni un disco di standards e brani originali: vogliamo realizzare un live in studio, è faticoso, ma spero di finirlo presto. appena pronto te ne mando una copia!

ho già le luci soffuse in casa pronte per l'evento! ma purtroppo l'intervista volge al termine: Simone, grazie per la disponibilità!

è stato un piacere migi! grazie a te della bella chiacchierata!

Simone Salvatore usa ed endorsa chitarre Ibanez

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