intervista a: Gianni Jana Rojatti

by: migi

foto: Fabio Cussigh

Gianni Rojatti è al tempo stesso uno dei più micidiali shredders e uno dei più frizzanti e vividi musicisti pop/rock/punk, non solo in ambito nazionale. il suo sconfinato amore per la musica gli ha aperto orizzonti talmente larghi da portarlo ben lontano dalle solite classificazioni in cui si incasellano migliaia di chitarristi da 20 anni a questa parte. Jana può essere un randagio adolescente di strada, ma anche un nobile pensatore al servizio della musica, nell'accezione più ampia del termine. nella sua musica troveremo esplosivi riffs rockeggianti, smaliziati ritornelli punk/pop, incontenibili svisate paganiniane e freschi passaggi reggae con chorus alla Police. impossibile? possibile, possibilissimo, anzi, un'alchimìa perfetta. un vero fenomeno che sarebbe bene tenerci stretto e vantarci di averlo. ora anche endorser Ibanez: Dio li fa, poi li accoppia (e in tal senso, un ringraziamento a Mogar Music è doveroso). ora l'Italia ha un nuovo eroe.

Gianni Jana Rojatti usa ed endorsa chitarre Ibanez

visita il MySpace di Gianni Jana Rojatti:
myspace.com/giannijanarojatti

ciao Jana, benvenuto su ibanez87.it!

grazie a voi per l'ospitalità. vado pazzo per questo sito ed è una figata comparirvi: grazie davvero!

partiamo subito dal sodo: da quando sei entrato ufficialmente nella famiglia Ibanez?

dal settembre 2007. il primo catalogo nel quale sono comparso è stato quello del 2008. entrare tra gli endorsers Ibanez è stato davvero un sogno. da ragazzino mi consumavo gli occhi su quei cataloghi: ricordo che quando studiavo tenevo tra i libri del liceo un catalogo aperto sulla pagina delle JEM: doveva servirmi come incentivo ad impegnarmi, perchè qualora fossi stato promosso avrei potuto acquistarne una. in realtà, finiva poi per avere l'effetto opposto, perchè mi perdevo a fantasticare tra quelle pagine, tra quelle chitarre e quei chitarristi straordinari: Vai, Gilbert, Timmons, Gambale... l'ingresso all'interno del team Ibanez è avvenuto in occasione del Meet 2007, quando ricevetti la proposta di fare delle demo per Ibanez e Laney. in Italia sono distribuiti, come sai, da Mogar Music, colosso nazionale in fatto d'importazione strumenti. suonare per loro era essere proiettati in una situazione faraonica. esibirmi ad una delle fiere di strumenti musicali più importanti d'Europa, su di un palcoscenico pazzesco con tecnici, strumentazioni da sogno e volumi da vero concerto. sai, io ho fatto una lunga gavetta esibendomi tra varie fiere e negozi, in situazioni a volte anche abbastanza di fortuna, ed è stato strepitoso trovarmi in quel contesto, dove dovevo alternarmi con una serie di artisti incredibili: Andrea Braido, Massimo Varini, Andy Timmons, Cesareo, Sebo Xotta... il massimo fu quando seppi che tra gli ospiti invitati dalla Mogar per le batterie Tama, c'era Pat Torpey batterista dei Mr. Big, band davvero tra le mie preferite, ed in cui credo Paul Gilbert abbia suonato alcune delle sue cose più ispirate; i ragazzi della Mogar mi chiesero se - assieme ad un grande bassista come Alberto Bollati al basso e voce - volevo suonare con lui qualcosa dei Mr. Big! fu fantastico... la sera prima dell'esibizione andammo a cena con Pat Torpey, e discutemmo dei brani. il giorno dopo li provammo solo a voce, cantandone le strutture nel backstage e salimmo sul palco a suonarli davanti ad un mare di gente. ricordo che quando staccai da solo il riff di Take a Walk, all'ingresso della batteria, stavo impazzendo di felicità: stavo suonando per l'Ibanez, con la mia RG di sempre, ad un volume allucinante, una delle canzoni che amavo di più, con il batterista di una delle mie band preferite: a volte i sogni si realizzano davvero!

maglietta d'ordinanza, RG550LTDBK e... Pat Torpey!
(foto: Ambra Pisano)

avevi contratti con altre marche prima di Ibanez?

sì, per parecchi anni ho collaborato come endorser e dimostratore con la Manne di Andrea Ballarin. sarò sempre grato a Manne per aver creduto in me quando ero agli inizi della mia carriera, dandomi la possibilità di esibirmi in situazioni importanti.

ci descrivi le tue Ibanez?

la mia Ibanez principale, che suono da sempre e con la quale mi sono formato chitarristicamente è una RG550LTD nera del 1996. ha due humbucker PAF Pro DiMarzio ed un single coil centrale Ibanez S1, che suona benissimo. ho rimosso il controllo del tono e spostato in quella posizione il volume, come nelle PGM. sul controllo del volume ho messo un push pull che mi permette di splittare gli humbucker a single coil, configurazione che uso spessissimo. monta un ponte Lo-Pro Edge, che resta in assoluto il mio preferito! poi ho una PGM 301, che ho personalizzato ricoprendola di adesivi. avendo la tastiera in acero, la uso spesso per doppiare o armonizzare linee solistiche e temi suonati con la RG. i due suoni (chiarissimo e cristallino quello della PGM, più scuro quello della RG) combinati assieme sono magnifici. poi ho una una Tele FR2620DBS Prestige ed una cattivissima Iceman 400, perfettamente di stock. l'ultima arrivata è una AR200 che ho fatto customizzare: ho rimosso anche in questo caso i controlli di tono, e spostato in quella posizione quelli di volume. quindi ho messo un Air Classic al ponte ed un Humbucker From Hell al manico entrambi della DiMarzio, con l'opzione di poterli splittare a single coil tramite push pull posizionato sul volume. questi due pickups suonano come due single coil giganteschi, perfetti per il pop rock e le sonorità vintage dei miei The Casual's, con i quali appunto uso molto questo strumento.

Jana con la sua fedele RG550LTDBK del '96 pimpata a dovere!
(foto: Ambra Pisano)

quali chitarre hai avuto in passato? e ora?

tutte le chitarre che ho avuto in passato, di base le ho anche ora. quando ne acquisto una, è davvero difficile che poi la venda, perchè ho sempre cercato di avere una rosa di strumenti tutti molto diversi e complementari l'uno rispetto all'altro. mi piace lavorare in studio, amo fare turni di registrazione e mi diverto a calarmi in situazioni musicali anche molto diverse tra loro. così ho cercato negli anni di avere coperto ogni tipo di sonorità potesse servirmi, soprattutto per i miei progetti dove mi capita di spaziare dal Punk al Metal, passando per lo Shred ed il pop. l'elenco è dunque lungo. ho tre Gibson: una Les Paul del '91, regalo dei miei genitori e chitarra che amo tantissimo; una SG ed un'Explorer verde acido con minihumbucker ...fichissima; una Fender Telecaster con humbucker al manico e tastiera in acero, come quella di Andy Summers; una spettacolare Danelectro a due manici, uno a sei ed uno a dodici corde; due Manne, una Taos ed una pazzesca Ventura color rosa brillantinato; una strato della Schecter con corpo in frassino che ho comperato a Hollywood, ottima per il Funk ed una semiacustica tipo 335 della Epiphone.

cosa deve avere una chitarra per conquistarti?

dal punto di vista dell'estetica è difficile, quasi impossibile rispondere... ho perso la testa per chitarre così differenti tra loro per forma, design, caratteristiche...è proprio qualcosa d'irrazionale. dal punto di vista del suono, mi piace che una chitarra abbia un carattere ben definito, marcato, immediato. ci sono strumenti che ti basta imbracciare un minuto, sgranare un accordo, accennare un bending e capisci già come suonano, in che situazione collocarli e che farci. quando ho imbracciato la prima volta la mia Ibanez Tele FR ad esempio, ho subito sentito che da lì in poi ci avrei fatto ed inciso tutti gli assoli più crunch e sanguigni del disco dei Dolcetti, il mio progetto strumentale. subito capisci che è lo strumento perfetto per quello Shred Fusion dal suono molto asciutto e scarno. così come immediatamente mi è bastato sfiorare un power chord con la mia Iceman per capire che avevo lo strumento perfetto per registrare tutte le ritmiche più cattive: da quelle Punk in ottavi, fino a quelle metal in Drop D.

Jana col suo nuovo amore: FR2620DBS Prestige

qualche chitarra che non sopporti, e che non suoneresti mai?

amo la chitarra. ne amo linee, forme, dettagli ed in questo sono abbastanza un tradizionalista. almeno fino ad ora non sono mai stato attratto da quegli strumenti dal taglio futuristico che ne sacrificano body, palette o che sono pieni di buchi.

la tua Ibanez preferita in generale?

senza dubbio la RG. credo che l'Ibanez RG sia uno strumento che ha rivoluzionato il mondo della chitarra. sintetizzando al meglio, ottimizzando e portando ad un livello di perfezione il concetto di super Strat. non sono molto interessato al concetto di versatilità in una chitarra. non m'interessa che una chitarra suoni bene tante cose. desidero che ne suoni magnificamente una: e per quanto mi riguarda, personalmente, trovo che l'Ibanez RG sia "la" chitarra perfetta per suonare Shred in tutte le sue contaminazioni stilistiche.

ci descrivi in dettaglio una eventuale/ipotetica Ibanez Jana Model?

ho le idee abbastanza chiare a riguardo. mi piacerebbe avesse il corpo tipo Tele, esattamente come quello della mia FR, un humbucker DiMarzio PAF Pro al manico, ed un Fast Track mini humbucker al ponte. un tipo di configurazione insolita, ma che mi solletica parecchio. corpo in tiglio e manico Wizard Prestige in acero, con tastiera in acero ma a 22 tasti. un solo controllo per il volume, posizionato dove c'è normalmente quello per il tono (come le PGM), e che funzioni anche da push/pull, per splittare in single coil gli humbucker. dove invece ci starebbe normalmente il volume metterei un selettore a tre posizioni tipo Les Paul. paletta reverse e ponte Lo-Pro Edge.

hai già provato la 8-corde? impressioni?

no, purtroppo non ho ancora avuto modo di provare questa chitarra. ho però ascoltato il riuscito lavoro degli Strings24, progetto del mio amico Sebo Xotta nel quale c'è un largo utilizzo di questa chitarra. sono rimasto davvero affascinato ed incuriosito dalle sonorità di questo strumento. spero di metterci quanto prima le zampe sopra!

in questi tempi scanditi, per fortuna, da fiammanti reissues, c'è un modello Ibanez degli anni passati che vorresti vedere di nuovo in catalogo?

un'annata mirabile per l'Ibanez fu a mio parere il 1992. ho un vecchio catalogo di quell'anno e c'erano un campionario di strumenti semplicemente spettacolari. entrambe le PGM che ora sono state riproposte: la mitica PGM 100 e la PGM 300; poi sul versante Steve Vai la Universe UV777GR e la JEM 77PMC e la 77BFP, tutte con tastiera in acero, un sogno!... in quel catalogo c'era anche una RG che mi faceva morire e che mi piacerebbe rivedere appunto in catalogo: era la RG 565: tastiera in acero, paletta reverse, Lo-Pro Edge e due soli pick-up: humbuker al ponte e mini humbucker al manico. nella finitura Emerald Green era stupenda!

Jana in studio con PGM301 in braccio, e altre delizie alle spalle...

a chi lo dici, la 565 è la mia RG preferita in assoluto! e chitarre preferite al di fuori di Ibanez? anche solo come look, se vuoi...

Telecaster e Les Paul sono le chitarre al di fuori di Ibanez che amo di più. ed è per questo che sono così entusiasta tanto della mia AR 200 che della mia FR2620, perchè in qualche modo sintetizzano le caratteristiche di questi due modelli, con l'aggiunta di un comfort esecutivo maggiore e di una rosa di sonorità più moderne a disposizione.

ma passiamo a te: chi, o cos'è stata la scintilla che ti ha fatto prendere in mano una chitarra?

ero in campeggio con la parrocchia. ed avevo 14 anni. ci facevano sedere in cerchio e cantare ed un ragazzo più grande ci accompagnava alla chitarra acustica. una noia devastante. un giorno questo ragazzo, che si chiamava Giulio, accennò il tema di Cocaine di Clapton sulla classica. andai fuori di testa! poche ore dopo sapevo già fare il giro di Do ed un paio di giorni dopo avevo già imparato Anarchy in the UK dei Sex Pistols che suonai ai miei amici con il risultato, visto il testo del brano, di farmi cacciare a casa dal campeggio parrocchiale!

ci parli della tua strumentazione, al di fuori delle chitarre? ampli? casse? effetti? pedali? anche programmi per registrare/mixare/editare, visto il tuo incredibile lavoro in studio.

ti ringrazio davvero per gli apprezzamenti sul mio lavoro in studio, al quale tengo molto e sono davvero orgoglioso ti sia piaciuto. partiamo con i suoni dei The Casual's: con loro sono fortunato perchè la nostra etichetta discografica fa capo ad uno studio di registrazione a dir poco fantascientifico, l'Xland Studio, ed il nostro produttore Sandro Franchin ne è oltre che manager anche fonico residente. Sandro è un fonico eccezionale che ha legato il suo nome a dischi storici del rock italiano come Fronte Del Palco o Gli Spari Sopra di Vasco Rossi, per non parlare dei lavori con Simply Red e Sade. per cui, per le grandi sonorità di chitarra dei The Casual's, gran parte del merito va a questo tipo di situazione nella quale mi trovo calato. con i The Casual's di base in studio ho usato la mia AR200 e la FR2620. per tutte le parti distorte e gli assoli ho usato una testata Laney VH100R, abbinata ad una cassa 4x12 Marshall Lead 1960. per i suoni puliti e crunch invece, utilizzo un Vox Ac30. Sandro ed il suo assistente Alberto Gaffu Gaffuri utilizzano un mixer Euphonix CS 3000 M con sistema di registrazione Pro Tools HD 3. per la ripresa dei suoni distorti usano dei microfoni AKG 414 e Shure SM57 che passano attraverso dei preamplificatori API 500. per i suoni puliti e crunch invece, i microfoni sono due Beyer 160 ed uno Shure SM57, che passano attraverso dei pre Neve. sia io che Sandro utilizziamo molti effetti. io alla base della registrazione, passando per la mia fitta rete di pedalini; lui invece nella successiva fase di mix, dove ha un approccio molto creativo ed estremo con gli effetti. per gli ambienti e le modulazioni utilizza Eventide H8000, Lexicon 960, tc electronic System 6000 mentre come compressori due Universal Audio LA3A e UA 1176 ed il Distressor. per i Dolcetti, il mio progetto shred strumentale, invece registro nel mio home studio. anch'io utilizzo Pro Tools che faccio girare su piattaforma Mac con una scheda audio Digidesign 003. tutti i suoni ritmici e lead vengono dalla testata Laney VH100r; in alcune ritmiche, dove cercavo un suono un pò più da metallo inizio anni '90, ho usato un vecchio Pre ADA MP1 Classic, sparato nel finale della Laney. come cassa per le ritmiche utilizzo la solita Marshall da 4x12, mentre per i solisti mi piace il suono più compresso e definito di una 2x12, sempre Marshall. utilizzo due microfoni un Sennheiser 421 che entra in un preamplificatore Universal Audio S110, ed uno Shure SM57 che passo per un pre della Joe Meek. in questo progetto mi sono sbizzarrito con tutti i miei pedalini: principalmente con le modulazioni phaser, flanger, chorus di cui sono un appassionato. in particolare, in quasi tutti i soli ho utilizzato un vecchissimo chorus flanger della tc electronic. dove invece senti quelle sonorità ultra clean da pop anni '80 mi sono servito di un combo Roland Jazz Chorus 120. per quelle sonorità tra Police e King Crimson è spettacolare. lo riprendo in stereo con due SM57 e prima di entrarci passo la chitarra per un compressore Dyna Comp MXR. mixerò comunque il mio lavoro sempre all'Xland Studio con Sandro Franchin.

ti capita di lavorare in studio, oltre che come chitarrista, anche come fonico o produttore?

sì, nei mesi passati ho lavorato nel mio studio con gli Athwart, una band trash metal friulana, aiutandoli nella produzione del loro imminente nuovo album Trademark of Hegemony. mi sono occupato della registrazione e produzione di tutti gli assoli di chitarra che ha suonato la loro chitarrista solista, davvero molto brava, Giulia Coletti; ed ho fatto a mia volta un solo come ospite! capita che le band, specie quelle metal, incidano il disco in studio ed i loro solisti si rivolgano a me e vengano ad incidere da me gli assoli. si avvalgono della mia esperienza, pazienza e strumentazione... sono un solista e so quant'è stressante fare degli assoli in studio, con tutta la band che guarda l'orologio ed il fonico che si annoia a morte e ti dice di abbassare! invece, tra "colleghi solisti" si crea una certa complicità: aiuto a cercare ed organizzare le parti, strutturare i licks in maniera ritmicamente corretta, pensare ai suoni e sperimentare con i pedalini. insomma quello che è il lavoro tipico del produttore, ma proiettato nella dimensione solistica.

hai un suono lead a dir poco pazzesco: grosso ma definito, presentissimo ma mai stancante. qualche suggerimento per i giovani shredders intenti a sterminare le zanzare dai loro ampli?

...che libidine per un chitarrista sentire questi complimenti sul suo suono, grazie! credo che soprattutto in questo genere, intendo il rock, shred strumentale la qualità del suono sia data principalmente dalla sicurezza, convinzione e decisione con la quale suoni. è un genere molto difficile da suonare: più sei pronto, allenato e sicuro, più deciso è l'attacco del plettro, più presente e grosso sarà il segnale che incidi e di conseguenza il suono; più definita è la scansione ritmica delle note che suoni, più il segnale uscirà nitido, rotondo e grosso. a volte registro il provino di un solo ed il suono fa schifo. decido di studiare e preparare quel solo. ci lavoro per qualche giorno e quando lo risuono dopo averlo studiato bene, suonandolo con convinzione con lo stesso settaggio di ampli e microfoni, il suono è buono! quando invece non sei sicuro della tua tecnica e cerchi di aiutarti alzando il gain, è allora che succedono le frittate... ed arrivano sciami di zanzare!

sei uno degli shredder nazionali (e non) più micidiali di sempre, ma coi Casual's suoni rock "normale", quasi pop-rock, spesso senza solismi: voglia di spaziare o bisogno di scrollarsi le etichette di dosso?

personalmente non potrei vivere dedicandomi esclusivamente ad un tipo di musica. mi piace il pop ed il rock di band come Police, Foo Fighters, U2, Clash almeno quanto - se non forse più - la musica strumentale, Shred e Metal di Paul Gilbert o Greg Howe... i The Casual's suonano musica che in buona parte scrivo io. sono il mio principale e prioritario progetto artistico in cui faccio confluire tutta la passione per la musica con la quale sono cresciuto e che amo. e proprio perchè grande fan ed appassionato di pop rock, so che è un genere in cui l'immediatezza, la semplicità la funzionalità all'arrangiamento sono la cosa più importante: non c'è spazio per virtuosismi o esagerazioni strumentali. spazio che invece riservo ampissimo nei miei progetti solisti strumentali, dove invece con la stessa coerenza e passione, mi dedico allo shred più selvaggio!

a quando il tuo nuovo progetto solista? ce ne parli un pò?

in questi giorni sto terminando l'ultimo brano del mio disco strumentale. sto lavorando a quest'album da un paio d'anni assieme al mio amico batterista Erik Tulissio. sarà un lavoro nel quale mi sono divertito a fondere la mia passione per lo shred con certe sonorità ed influenze poppeggianti... sarà un lavoro parecchio estremo e variegato tra riffing metal, aperture melodiche da pop anni '80 e solismi esasperati. dentro ci sarà tutto il mio mondo musicale e il mio sconfinato amore per la chitarra. ci saranno ottimi musicisti in questo disco: al basso Alberto Rigoni (Twin Spirits), Bobo Comand (The Casual's) e lo strepitoso Lorenzo Feliciati, tra l'altro anche lui endorser Ibanez. poi sono molto orgoglioso di avere come special guest Alex Masi, mio amico e musicista che ammiro in maniera sconfinata! potete sentire le prime anteprime sul mio myspace: www.myspace.com/giannijanarojatti

[ update 2/12: l'album in questione, Metallo Beat, è stato recensito dalla rivista specializzata britannica Guitar Techniques. clicca >QUI< ]

Iceman rocks!!!
(foto: Fabio Cussigh)

se potessi scegliere, con chi faresti un "duetto" (anche commerciale, se vuoi, e non necessariamente chitarristico)?

se potessi scegliere non avrei alcun dubbio. Vasco Rossi è l'artista italiano che ha sempre riservato gli spazi più ampi e selvaggi alla chitarra rock in Italia: essere il suo chitarrista sarebbe il massimo. a livello internazionale invece - esagerando alla grande - mi piacerebbe da morire poter collaborare con Dave Grohl ed i suoi Foo Fighters.

quali musicisti famosi sceglieresti per un tuo ipotetico dream-team (senza nulla togliere ai tuoi attuali musicisti)?

oh, se si parla di sognare ad occhi aperti sono uno specialista! faccio interi interminabili viaggi in macchina fantasticando su quanto sarebbe fico aver potuto suonare in determinate band, situazioni, musicisti. impazzisco se provo a pensare a quanto sarebbe stato eccitante essere al posto di Bruce Bouillet, l'allievo a cui Paul Gilbert propose di aggiungersi come seconda chitarra nei Racer X. penso all'adrenalina di dover suonare quelle cose pazzesche, in quegli anni a fianco di Gilbert. fantastico su quanto sarebbe stato divertente essere uno dei Sex Pistols... suonare quelle cose così oltraggiose, violente e di rottura. mettere il mio contributo su uno dei dischi che ha cambiato la storia del rock come Never Mind The Bollocks, tra l'altro album dove c'è uno dei miei suoni di chitarra preferiti. detto questo, però non ho incertezze: se potessi esprimere un desiderio e scegliere dei musicisti con i quali fare una jam e poi darmi fuoco per la felicità, sceglierei Sting, Andy Summers e Stewart Copeland: i Police.

chi ti conosce sa infatti del tuo amore incondizionato per i Police e Andy Summers. ce ne parli?

dei Police mi affascina l'attitudine: erano tre egregi musicisti ma anziché - come fa la maggior parte degli artisti dotati di una gran tecnica - affannarsi a fare le cose più complicate possibili, cercavano di essere musicalmente sempre il più essenziali, lineari ed immediati possibile. erano dei geni dei loro rispettivi strumenti, dei veri innovatori, ma riuscivano ad essere dei capiscuola senza ostentare il loro virtuosismo; mi hanno insegnato che nella musica si può essere dirompenti, travolgenti e violenti pur restando sempre assolutamente eleganti e raffinati. e soprattutto che la canzone, la melodia sono la cosa più importante, a cui tutto nell'arrangiamento di un pezzo, va asservito. mi piaceva il contrasto tra il loro essere così smaccatamente pop ed il nervosismo isterico con il quale suonavano. quanto a Andy Summers, lo ho studiato ed amato al punto tale da aver realizzato anche un DVD didattico incentrato sulla spiegazione del suo stile. il DVD si chiama Suonare Nello Stile di Andy Summers, edito dalla Playgame e distribuito dalla Carisch. chi fosse interessato lo può richiedere direttamente sul mio MySpace!

un ipotetico G3 con due endorsers Ibanez: quali sceglieresti?

mi piacerebbe un'edizione del G3 in cui lasciare a casa Satriani ed affiancare a Steve Vai, Paul Gilbert ed Andy Timmons. oppure mi piacerebbe un'edizione tutta italiana con Sebo Xotta e Cesareo...e magari pure io!

hai avuto l'onore di aprire per Mr. Paul Gilbert: ci racconti com'è andata? ricordi, emozioni, aneddoti?

è stata un'emozione fortissima. Gilbert è tra i miei chitarristi rock preferiti. la cosa fantastica è che non si trattava di una clinic, ma di un vero e proprio concerto con le rispettive band! per tanto si è diviso lo stesso palco, il camerino, la cena... una vera figata. il momento più bello è stato dopo aver fatto il sound check: sono rientrato nei camerini e lui si è complimentato per il mio playing e per aver scelto di mettere nella mia scaletta una cover dei Sex Pistols, di cui anche lui è un grande fans!... poi quella sera il locale dove abbiamo suonato, il New Age di Roncade a Treviso, esplodeva di gente; c'era un pubblico pazzesco, entusiasta, scalmanato. io ho iniziato il mio show con un pezzo sparatissimo, una cavalcata neoclassica che si chiama Devastazione Globale...alla prima svisa che ho fatto la gente è impazzita!...mi sembrava di essere tornato negli anni '80...che meraviglia!

beh complimenti! ma tornando al pop, c'è qualche canzonetta da radio che ti smuove i bassifondi o che fischietti sotto la doccia?

capita molto spesso! credo che alla fine nessuno sia immune dai classici tormentoni.

tre dischi che salveresti da un incendio?

Reggatta De Blanc dei Police. Never Mind The Bollocks dei Sex Pistols. London Calling dei Clash. però in tasca, nascosto, cercherei d'infilarci anche il mio iPod con tutta la discografia dei Racer X , i primi tre dischi di Steve Vai, Eat 'Em And Smile di David Lee Roth sempre con Vai alla chitarra, Fronte Del Palco di Vasco Rossi con Andrea Braido, First Touch di Dominic Miller e Vulgar Display Of Power dei Pantera.

abbiamo gusti in gran parte in comune. e invece cosa pensi della situazione musicale in Italia?

in Italia non ci sono grandi spazi ed attenzione per il rock. molte rock band che hanno un successo strepitoso all'estero qui nemmeno passano in tour od entrano in classifica. penso ai Foo Fighters ad esempio. l'estate scorsa hanno fatto due sold out di fila a Wembley (...ed io c'ero) ed in Italia non sono nemmeno passati. se ti metti in tasca questo (cosa che per un rockettaro come me a volte non è facile) posso dire che per il resto invece in Italia abbiamo una scena pop davvero di classe e raffinata. la musica di Tiziano Ferro è davvero estremamente interessante ed ottimamente prodotta. stesso dicasi per Elisa o i Negramaro.

c'è qualche artista/gruppo sconosciuto che meriterebbe di fare il "botto"?

anche se assolutamente non si può considerarli una band sconosciuta credo che i King's X di Ty Tabor e Doug Pinnick non abbiamo mai avuto - da band eccellente e capace di scrivere pezzi magnifici quale sono - il riconoscimento e la popolarità che avrebbero in effetti meritato. se invece dovessi fare un in bocca al lupo ad una band emergente ed ancora poco conosciuta italiana... beh, sinceramente, girerei quest'augurio ai miei The Casual's. siamo una band indipendente e farsi notare e conoscere è davvero dura... ma noi ci crediamo da matti e ce la faremo!

Jana con i The Casual's

tuoi ascolti ricorrenti?

in ambito rock mi piacciono moltissimo ed ascolto in continuazione i Foo Fighters e negli ultimi mesi gli Stereophonics di cui adoro il songwriting, ed il loro stile melanconico e grintoso assieme; vado pazzo per i Moonbound, progetto interessantissimo di grandi canzoni tra il pop ed il prog capitanato dal mio amico bassista e produttore Fabio Trentini. poi in un contesto molto differente, tra le cose attuali mi piace molto quello che fa Beyoncè. quanto a cose più di nicchia in ambito Metal mi fanno divertire i Nechrophagist e chitarristicamente adoro Guthrie Govan ed Alex Masi. ma di base poi, continuo quotidianamente a stordirmi con centinaia di ascolti di Police, Sting, Mr. Big, Sex Pistols, Paul Gilbert, Clash, Elio e le Storie Tese, King's X, Level 42, Simple Minds, U2, Pino Daniele degli esordi, Pantera, De Gregori, ...la solita pazzesca accozzaglia di cose magnifiche che sento da sempre!

grazie Jana, è un grande piacere averti in "famiglia" e averti qui su ibanez87.it!

grazie a te per la tua passione ed il tuo splendido sito! non mollare!

"suono chitarre Ibanez delle quali sono orgoglioso di essere endorser
e che ringrazio per realizzare le più devastanti, eleganti, personali e
colorate armi da shred del pianeta!"


Gianni Jana Rojatti

foto: Fabio Cussigh

Gianni Jana Rojatti usa ed endorsa chitarre Ibanez

visita il MySpace di Gianni Jana Rojatti:
myspace.com/giannijanarojatti

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