intervista a: Andrea Maddalone

by: migi

probabilmente più conosciuto dagli addetti ai lavori, almeno per il momento, Andrea Maddalone cela, sotto un'aria sopita e tranquilla, un talento da vero virtuoso a briglie sciolte. questa vena irrequieta però non gli impedisce di spaziare tra generi diametralmente opposti che variano dal rock al pop elettronico passando per il blues, il prog e le colonne sonore per produzioni cinematografiche e televisive. basta dare un'occhiata alla sua discografia e alle innumerevoli collaborazioni per rimanere sconcertati e decisamente spiazzati. ebbene, il nostro ospite è da poco endorser Ibanez ed è qui per raccontarci il suo rapporto col nostro marchio preferito, il come-quando-perchè usa Ibanez, nonché insospettabili aneddoti dal dietro le quinte.

ciao Andrea, benvenuto su ibanez87.it!

ciao migi e a tutti i visitatori!

domanda introduttiva: come sei entrato nella famiglia Ibanez? hai semplicemente colto un'occasione capitata o eri già ben disposto a favore del marchio giapponese?

dunque, da molti anni ero endorser di una ditta artigianale di strumenti, quando sono entrato in contatto con Giorgio Paganini (Ibanez Sales Manager per Mogar) e Stefano Sebo Xotta, ed è nata l'idea di un endorsement con Ibanez. chiaramente la mia posizione mi impone di soddisfare in pieno coloro per i quali lavoro, per cui non metterei mai a repentaglio la buona riuscita di una gig in studio o in tour per avere strumenti in omaggio, anzi, ritengo sia fondamentale per chiunque poter avere fiducia del set che usa, sarebbe difficile affrontare pesanti condizioni di lavoro. per esempio, in questo momento sono in Messico per alcuni concerti: non si dorme e si viaggia per 24 ore filate, pensa se dovessi anche preoccuparmi dell'affidabilità del mio strumento!!

in cosa consiste esattamente il tuo contratto di endorsement?

devo dire che mi sono trovato splendidamente, i ragazzi di Mogar sono disponibilissimi e mi hanno aiutato molto, nonostante le mie innumerevoli richieste, dovute per lo più alle tante sonorità da ricercare, vista la varietà dei miei jobs.

possedevi qualche Ibanez prima del contratto?

certamente, nella mia piccola carriera (18 anni circa) ho posseduto tantissime Ibanez, dalle primissime Artist, alle Power (EVVAI!!! ndr) serie bellissima e subito dimenticata, alle Saber (prima ancora che arrivasse Frank Gambale) più varie altre di cui non ricordo il nome.

quali modelli Ibanez possiedi nel tuo parco-chitarre attualmente?

Mogar mi ha fornito una splendida Prestige della serie S, precisamente la S4170, che è diventata immediatamente il mio strumento principale, ed una SAS32 con due humbuckers splittati, che uso prevalentemente in studio, in quanto possiede un manico davvero eccezionale, e consente arpeggi e sonorità clean forti, presenti e versatili. l'ultimo arrivo è una SA260 che uso quando ho bisogno di un suono strato, molto ricca di armoniche e con il TrueDuo ho finalmente suoni single-coil e humbucker credibili, non simulati.

Andrea Maddalone con la sua S4170AB-RVK Prestige

c'è qualcosa, nelle tue Ibanez, che ritieni in qualche modo migliorabile? per esempio, il suono, la versatilità, il feeling, l'affidabilità? c'è qualcosa che cambieresti?

per un chitarrista c'è sempre qualcosa da migliorare, siamo tutti alla ricerca del suono perfetto, distorto crunch o clean che sia, ed il cammino non finisce mai perchè la nostra percezione sonora si evolve costantemente. credo comunque che in un suono l'80% dipenda dalle dita, ebbene sì, lo strumento ben accordato, intonato ed affidabile è un buon punto di partenza, ma un bravo musicista con uno strumento pessimo è senz'altro preferibile ad un suonatore mediocre con 20.000€ di set. corde grosse, 010 o 011 almeno, questo sì che aiuta il suono, maggiore resistenza all'intonazione e più corpo su tutte le frequenze. ti stanchi di più a suonare, ma chi ha detto che fare il chitarrista sia un mestiere rilassante?? Ibanez realizza strumenti splendidi a qualunque prezzo tu sia disposto a spendere, ottimo feel, manici scorrevoli e miglioramenti costanti ogni anno, cosa chiedere di più ??

probabilmente, in un futuro prossimo, avrai la possibilità di farti costruire un modello su richiesta con le tue specifiche: hai già qualche idea? ce lo descriveresti in dettaglio (forma, legni, pickups, ponte ecc?)

come dicevo prima, non ho grosse esigenze, magari ho bisogno di più strumenti, in virtù del fatto che ogni carattere sonoro richede la sua chitarra specifica. ad ogni modo il catalogo Ibanez offre davvero un'ottima varietà. no, non credo proprio che mi serva un modello su richiesta, non ho neanche tante manie riguardo a finiture particolari, in questi anni ho venduto troppi strumenti con il suono giusto ed il colore sbagliato, e devo dire che non me ne pentirò mai abbastanza!!

cosa pensi esattamente della Ibanez e dei suoi prodotti? perchè un musicista dovrebbe comprare uno strumento Ibanez?

sono stato due volte in Giappone e non sono mai riuscito a mettermi in contatto con qualcuno di Ibanez (non c'è mai un momento libero in tour) per complimentarmi dell'ottimo lavoro svolto. lo strumento personale è qualcosa che deve crescere con chi studia, adattarsi nel tempo e creare una specie di simbiosi col proprietario. non sono un gran sostenitore del vintage, ma ammetto che uno strumento suonato molto per molti anni acquista carattere. Ibanez ha questa proprietà anche se non è costruito negli States, ed ha un prezzo onestissimo. il principiante può cominciare con un modello da 200€ e piano piano arrivare a quelli da 2000, visto che il mercato regge benissimo le transazioni degli usati.

vista la tua lunga esperienza come turnista e chitarrista di studio, hai qualche aneddoto interessante da raccontare a proposito di Ibanez?

beh, capita spesso che in studio mi venga chiesto espressamente di portare Fender o Gibson, alcuni addirittura perchè le hanno viste su MTV. io porto sempre anche la mia SAS32 e di frequente le volte successive chiedono proprio quella. non tutti gli arrangiatori hanno le idee chiare, c'è chi ha competenza e vuole un modello per il suo suono, e c'è chi ti chiede consigli. purtroppo c'è anche chi crede di vendere più dischi se usa uno strumento piuttosto che un altro, cosa posso dire, la musica è un'arte, e come tale attira i soggetti più disparati...

passiamo ad altre chitarre e strumentazione: quali altre chitarre possiedi oltre alle Ibanez? e qual è la tua preferita?

per esigenze professionali ho un po' di tutto, però, se devo dire la verità, le chitarre mi piacciono molto per cui c'è anche un pizzico di passione. possiedo circa 15 esemplari, tra cui Fender e Gibson, ma anche Bruno Traverso, acustiche, 12-corde etc.. . non c'è uno strumento preferito, quello che mi piace di più è quello che funziona meglio sul brano che devo suonare.

cosa cerchi in una chitarra? cosa deve avere per conquistarti?

mah, un po' come le fanciulle, no? ti rendi conto che ti piace e ti trovi bene. fondamentale è l'assetto del manico (con le chitarre, non con le fanciulle) e l'identità sonora. non mi piacciono molto gli strumenti belli e basta, cioè con un bel suono ma non riconoscibili. adoro la mia Danelectro pagata 400.000 lire che ha un attacco deciso, con la quale non potresti mai eseguire determinate parti, ma con un carattere personalissimo.

come gestisci il tuo setup dal vivo e in studio? ne hai trovato uno abbastanza versatile oppure muta a seconda del lavoro?

nel mio caso i setup variano costantemente, al momento ci sono un paio di combo Fender a valvole, una testata Marshall su Dino's cabinet, diversi pedali Boss, Dino's, Carl Martin e tanti altri che non ricordo bene. anche qui vale il concetto che il brano ispira come procedere e che set usare. non ho pregiudizi di nessun tipo, faccio scegliere solo alle orecchie, potrei suonare un Soldano da 4000€ o un pedalino da 50: se serve per ottenere ciò di cui ho bisogno ben venga. indicativamente mi piace molto il suono delle valvole, certo, ma solo se servono. molto spesso vengono messe solo per la lucina o per vendere più prodotti. la presenza sonora è un mio cruccio da parecchio tempo ormai, mi piacciono molto i suoni che entrano nel mix senza fatica, e che riesci sempre a sentire anche se continui ad abbassare i fader sul mixer, non è così facile ottenerli, come al solito ci vuole molta mano ed una plettrata decisa e sicura.

Andrea Maddalone con la sua SAS32FM-TL

esaurito l'argomento chitarre e affini: ci parli un pò delle esperienze più belle e meno belle che hai vissuto in tour? qualche aneddoto? storie di artisti egocentrici? :-)

beh ce ne sarebbero tanti, ma non posso certo fare i nomi!!! per ricondurmi al discorso precedente, l'anno scorso ero in studio a registrare un album con molti artisti inglesi tra cui Jon Anderson (Yes) ed il produttore voleva una distorsione particolare, avevo alcuni pedali ed ho provato a farglieli sentire: tra tutti ha scelto un Behringer da 20€ dentro un Fender Blues Deluxe. se volete, andate sul mio sito a sentire il risultato!!!

come sei riuscito ad importi in lavori così diversi e variegati tra loro?

esperienza, cultura musicale, da Casadei a Rachmaninov, passando per tutte le sfumature. è molto importante rispettare il brano che si suona, mai anteporre la chitarra alla musica. lo strumento si chiama così proprio perchè è uno strumento, non un fine. se non c'è un brano da suonare, non serve neanche lo strumento per farlo!!

è difficile lavorare su una colonna sonora? di solito componi tu le musiche?

non sempre, spesso suono solo le parti di chitarra, però a volte succede, o arriva un brano-guida che serve per capire le intenzioni del regista. è difficile farlo bene, come tutte le cose, ma soprattutto bisogna entrare nella testa di chi chiede qualcosa senza avere conoscenze musicali specifiche.

su quale produzione cinematografica o televisiva ti piacerebbe o ti sarebbe piaciuto lavorare?

chiaramente quella sulla quale ti danno libertà assoluta ed un budget illimitato, praticamente quella che non esiste!!

c'è qualche altro artista con cui vorresti lavorare?

Frank Zappa. mi sarebbe piaciuto moltissimo, purtroppo fumava un po' tanto per rimanere ancora in vita, a dire la verità non so neanche se sia morto per cancro ai polmoni, però senz'altro non gli faceva bene.

di tutte le collaborazioni e "sessions" della tua carriera, ce n'è qualcuna che ti è particolarmente cara?

no, ce ne sono state di divertenti e di snervanti. ricordo il primo album con Natalia Lafourcade (cantante messicana, molto famosa oltreoceano) durante la registrazione del quale ho potuto apprezzare l'incredibile bravura di questa ragazzina che a 16 anni suonava tutti gli strumenti e cantava perfettamente al primo take. un vero talento, alla faccia di "Amici" e tutti gli altri!! anche la collaborazione attuale con il cantautore irlandese Lee Rogers mi rappresenta molto.

cosa pensi della situazione musicale italiana ed internazionale attualmente?

si può fare musica sostanzialmente per due motivi: espressione artistica o soldi. se l'obiettivo di un brano è quello di produrre più introito economico possibile, si considerano elementi diversi che se si crea qualcosa di assolutamente ispirato. a volte le due cose possono andare a braccetto ma non accade spesso, purtroppo. i media passano chiaramente solo business, è il loro lavoro, non bisogna biasimarli. è importante invece formarsi una cultura tramite altre fonti. la musica non e' solo MTV, bensì tutti i canali possibili. in America i giovani se ne stanno accorgendo e non si interessano di ciò che viene proposto, ma vanno a cercare quello che vogliono. spero tanto che in Italia prima o poi si arrivi a ragionare così.

domanda di rito: chitarrista preferito e assolo preferito?

cambia ogni giorno!! ce ne sono talmente tanti, ed ognuno ha dato e sta dando il suo contributo. attualmente ascolto Michael Landau, grande suono ed incredibile feel. direi però che per la mia formazione sono stati fondamentali anche altri strumenti: se vuoi imparare ad improvvisare sul serio un solo non puoi non conoscere Michael Brecker, che però era un sassofonista.

hai qualche consiglio da dare a chi si accinge ad entrare nel mondo musicale professionale?

aiuto, non fatelo!! no, scherzo, la professione deve essere una conseguenza, non una necessità. si può suonare benissimo da avvocati o medici o imbianchini, l'importante è farlo bene. in piena Università mi sono accorto che non avevo tempo per niente altro che il mestiere di musicista, ma le mie mire non erano quelle... un giorno ti dirò se ho fatto bene!! ascoltare tanta musica, non solo gli assoli, è importantissimo. il solo è una delle innumerevoli caratteristiche necessarie per un buon professionista, e senz'altro non la più importante.

hai qualche altro progetto in cantiere?

dunque, al momento c'è l'album dell' X-Press Quartet, con Gianni Serino, Adriano Mondini e Giorgio di Tullio, e da poco sto mettendo in cantiere un progetto solista. dopo aver suonato in più di 50 album per conto di altri mi sembra il caso di farne uno mio. ho chiesto tempo alla produzione, ma spero che ne valga la pena. farò sapere quando sarà pronto.

grazie Andrea, arrivederci a presto!

ciao a tutti!

Andrea Maddalone con la sua S4170AB-RVK Prestige

Andrea Maddalone usa ed endorsa chitarre Ibanez

visita il sito di Andrea Maddalone:
andreamaddalone.com

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